• MISURA CAUTELARE INTERDITTIVA EX D.LGS. N. 231/01: APPELLO IN CASO DI REVOCA

    Le Sezioni Unite Penali della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 51515 del 27 febbraio 2018, hanno evidenziato che l’appello proposto dalla società indagata avverso una misura cautelare interdittiva, applicata ex D. Lgs. n. 231/2001, che nelle more sia stata revocata a seguito delle condotte riparatorie poste in essere dalla società indagata ai sensi dell’art. 17 del medesimo decreto

  • FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI E MANIPOLAZIONE DI MERCATO

    La Quinta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5679 del 5 febbraio 2019, ha evidenziato che la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti ex articolo 444 del Cpp relativa al reato di manipolazione del mercato, successiva alla sanzione amministrativa per gli stessi fatti, va rivista per il principio del bis in idem solo se il cumulo tra sanzione amministrativa e penale è sproporzionato rispetto ai fatti commessi, e, dunque, tale da far saltare il sistema del doppio binario.

  • BANCAROTTA FRAUDOLENTA PATRIMONIALE E RICOSTRUZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE CONTABILE ATTRAVERSO LA CONTABILITÀ PARALLELA IN "NERO"

    La Quinta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1925 del 16 gennaio 2019, ha evidenziato che la ricostruzione della documentazione contabile, attraverso il ricorso ad una contabilità parallela “in nero”, creata per occultare condotte distrattive e di evasione di imposta, non esclude la bancarotta fraudolenta documentale. La necessità di acquisire i dati patrimoniali e finanziari dalla contabilità in nero è, infatti, la prova che la tenuta dei libri e delle altre scritture era tale da non rendere possibile un'affidabile ricostruzione del patrimonio o del movimento di affari della società.

  • BANCAROTTA FRAUDOLENTA PATRIMONIALE E PRELIEVO DI SOMME A TITOLO DI RESTITUZIONE DI VERSAMENTI OPERATI DAI SOCI IN CONTO CAPITALE

    La Quinta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8431 del 26 febbraio 2019, ha evidenziato che il prelievo di somme a titolo di restituzione di versamenti operati dai soci in conto capitale integra la fattispecie della bancarotta fraudolenta per distrazione, non dando luogo tali versamenti ad un credito esigibile nel corso della vita della società. Di converso, sempre secondo la Corte, il prelievo di somme quale restituzione di versamenti operati dai soci a titolo di mutuo integra la fattispecie della bancarotta preferenziale.

Coratella - Centro Studi

 

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